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L’amianto, conosciuto  anche  come  asbesto  (dal  greco  inestinguibile),  è
composto da una serie di silicati idrati presenti in natura in numerose parti del
mondo, ed è  caratterizzato  da  proprietà  particolari  quali  la  resistenza  al
calore ed agli acidi, nonché una scarsa conducibilità elettrica, oltre ad  avere
elevate   capacità   fonoassorbenti  e   termoisolanti.  Queste  sue  pregevoli
peculiarità, associate al fatto che  si  lega  con  estrema  facilità  assieme  a
materiali da costruzione quali cemento,  gesso,  calce  e  con  alcuni  polimeri
come gomma e pvc, hanno fatto  sì che  sia stato largamente  utilizzato  fino
agli anni ottanta nel settore industriale ed edilizio, proprio  anche  grazie  alla
sua versatilità ed ai costi di produzione decisamente contenuti.
In particolar modo, la mistura costituita da amianto e cemento  brevettata  nel  1901  dall’austriaco  Ludwig
Hatschek con il nome di Eternit, il cosiddetto fibrocemento o  cemento-amianto, da  noi  meglio  identificato
con il nome del suo maggiore produttore  presente  in  Italia,  ovvero  l’omonima  Società  Eternit  di  Casale
Monferrato, ha avuto un notevole utilizzo nella produzione di lastre, tegole e lastre ondulate, sovente usate
quali   coperture   per   tetti   e   capannoni,   proprio   grazie  all’elevata   resistenza  alle  temperature,  al
deterioramento ed usura, associate ad una considerevole  leggerezza.  Negli  anni  ottanta  venne  scoperta
l’elevata   pericolosità   dell’amianto,   dovuta   proprio   alle   singole  fibre  tossiche  che  lo  costituiscono,
piccolissime, leggere e molto resistenti, le quali possono essere inalate con  estrema  facilità,  depositandosi
nei bronchi e negli alveoli polmonari, migrando successivamente verso  la  pleura  danneggiandone  i  tessuti.
L’esposizione  alle suddette fibre  può  provocare  patologie  deleterie  per  la  salute,  tra  le  quali  occorre
necessariamente menzionare  tra  tutte  il  mesotelioma,  una  gravissima  forma  tumorale  che  colpisce  le
membrane  seriose  come  la pleura, il peritoneo ed il pericardio; l’asbestosi, malattia di carattere polmonare,
che genera difficoltà nella respirazione e nello scambio d’ossigeno con il sangue, tendendo  successivamente
a sfociare in forme gravissime d’insufficienza respiratoria  e  mortali; il carcinoma polmonare, uno  dei  tumori
più comuni nella popolazione, in cui i casi derivanti dall’esposizione all’amianto sono poco distinguibili da quelli
derivanti da altre cause, sebbene sia provato che l’esposizione ad ogni tipologia di amianto aumenta il rischio
del suddetto tumore fino ad almeno cinque volte. Occorre comunque specificare che  l’amianto  può  perdere
considerevole parte delle sue caratteristiche nocive nel  caso  dell’amianto  in  matrice  compatta, in  cui  lo
stesso non rilascia facilmente fibre libere nell’atmosfera, all’opposto invece dell’amianto friabile  e  facilmente
erosivo,  il  quale  risulta  ovviamente  molto  cancerogeno.  Pertanto, i  materiali  friabili, ovvero  quelli  che
tendono a sbriciolarsi facilmente, sono da ritenersi maggiormente inquinanti. Il divieto di impiego dell’amianto
è stato introdotto in Italia dal 1992.

Dove si trova

Attualmente l’amianto è comune trovarlo nei seguenti manufatti:
 
Coperture costituite da tegole e lastre ondulate in cemento-amianto (eternit)
Canne fumarie e comignoli
Gronde discendenti
Serbatoi e condotte d’acqua
Rivestimenti isolanti di tubi e caldaie
Materiali rivestenti superfici applicati a spruzzo o cazzuola (floccati)

 

Principale normativa di riferimento:
 
D.L. n. 257 del 25 luglio 2006 - Attuazione della direttiva CE per  la  protezione  dei  lavoratori  dai  rischi
amianto.
Decreto 14 Dicembre 2004: divieto installazione materiali contenenti amianto intenzionalmente aggiunto.
D.M. n. 248 del 29 luglio 2004 Ministero Ambiente: regolamento relativo alla  determinazione  e  disciplina
delle attività di recupero dei prodotti e beni di amianto e contenenti amianto.
D.M. n. 101 del 18 marzo 2003 Ministero Ambiente - Regolamentazione mappatura amianto.
D. Lgs. 152/06 del 03/04/2006 – Norme in materia ambientale.
Delibera Consiglio Regionale della Toscana n. 102 dell' 8 aprile 1997 - Piano di protezione dell'ambiente, di
decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto.
D.M. 6 settembre 1994 Ministero della Sanità - Decreto di applicazione della L. 257/92
L. 257/92 - Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto.
D. Lgs 277/91 - Protezione dei lavoratori dal rischio amianto.
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